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COSA SONO I TEST SIEROLOGICI?

COSA SONO I TEST SIEROLOGICI?

Risposte concise alle domande più frequenti.

  1. COSA SONO I TEST SIEROLOGICI? QUALE DIFFERENZA C’È TRA QUELLO “CLASSICO” E LA VARIANTE PIÙ RAPIDA “A SCATOLETTA” DETTA ANCHE SEMPLIFICATA?
    Il test sierologico si effettua partendo da un prelievo di sangue venoso, questo viene analizzato dal laboratorio per misurare la quantità e le tipologie degli anticorpi (dette immunoglobuline). Essi sono prodotti dal nostro sistema immunitario per difendersi dalle minacce esterne come il coronavirus. Il test rileva la presenza di anticorpi ovvero di immunoglobuline IgM, IgG.

    Se un soggetto è positivo alle IgM significa che il soggetto è stato infettato da una a quattro settimane circa.  Se invece il risultato indica la positività alla IgG significa che il contatto con il virus è avvenuto da almeno quattro o sei settimane. Se il test è positivo sia alla IgM sia alla IgG, significa che il contagio è in calo perché è avvenuto diversi giorni prima.

    Per ora i test più usati per individuare questi anticorpi sono la versione “classica” riconosciuta dal Ministero della Salute, con prelievo venoso che è quello utilizzato da noi con metodo chemiluminescenza, con una specificità maggiore del 95% infatti il ministero della Salute raccomanda l’impiego di test sierologici che abbiano una specificità uguali o superiori al 95%. L’altra versione è la variante rapida o semplificata che prevede il prelievo una goccia di sangue da un dito ed inserirla in un tester, simile ai test di gravidanza, in cui sono presenti sostanze chimiche che reagiscono con gli anticorpi. Il risultato si ottiene in circa 15 minuti, comunicato in 48 ore ma con informazioni più vaghe e incerte. Con questa variante di test si hanno indicazioni sulla presenza degli anticorpi, ma non sulla loro quantità. Quest’ultima metodica è molto più rapida, economica e semplice ma è meno affidabile. 
  2. QUAL’È LA DIFFERENZA TRA IL TEST SIEROLOGICO E IL TAMPONE?
    La differenza tra il Tampone e il test sierologico è questa: il primo serve a scoprire se si è portatori della malattia anche se si è asintomatici. Il test sierologico invece serve a valutare se si ha l’immunità verso il coronavirus, specifichiamo che per ora non si sa quanto possa durare nel tempo.

  3. SE L’ESITO DEL TEST SIEROLOGICO È POSITIVO ALLA PRESENZA IgG (quindi ho contratto il virus) COSA DEVO FARE? SIGNIFICA CHE SONO ASINTOMATICO E O IMMUNE?
    Se una persona risulta positiva al test sierologico non è un portatore sano o asintomatico perché il tempo di produzione di anticorpi IgG, che avviene entro le quattro e le sei settimane, è più lungo del periodo di quarantena. Per quanto riguarda l’immunità acquisita, per ora non se ne conosce la durata. Al momento non esistono disposizioni e circolari sanitarie che spiegano come comportarsi in caso di positività sierologica alle IgG; poiché non si è contagiosi, si lascia alla scelta personale se tenere privato il risultato. Occorre tenere presente che alcuni centri di analisi comunicano autonomamente il risultato del test al medico di base, il CME mantiene il rapporto di riservatezza individuale.
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